31.12.2015 Siamo in ferie

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Siamo in ferie. Ci sono serie probabilità di rivedersi sul finire del mese di gennaio dell’anno nuovo. Non smettiamo di esser grati per tutto il bello che c’è stato , non smettiamo di dolerci per quello che bello non è stato.

Mio Padre se n’è andato lasciando una voragine e tutto il dolore e la ferocia dell’assenza e il peso dei rimpianti e dei rimorsi, del detto e del non detto. Sono certo che sarebbe orgoglioso delle nostre vittorie e dei nostri traguardi e sono certo che non ce ne darebbe mai atto.

Vi auguro molta serenità, qualche lettura buona e del buon vino. Smettete di fumare se ce la fate, godetevi qualche passeggiata, l’amore, gli amici e le donne. Non provate a cambiare il mondo perchè andreste incontro a barbare delusioni, ma fare la differenziata al momento non pare abbia controindicazioni. Provate a fare il bagno a gennaio, mangiate i datteri, le noci e il baccalà.
Se avete voglia di trascorrere due ore ragionevolmente piacevoli, dal 22 gennaio passate da noi.
Baci.

Da oggi siamo in Ferie.

Da oggi al 23 gennaio siamo in ferie. Vi aspettiamo a partire dal 24 gennaio 2013. Torneremo più gagliardi e più bellocci di prima.

“Complici le lunghe passeggiate nei boschi e le letture edificanti, le vie del pentimento che batteremo e le astinenze che praticheremo, saremo un giorno piu’ savi e saremo un giorno piu’ buoni. Che nessun dubbio vi sfiori. Che nessun tentennamento fiacchi la fiducia che riponete in noi, che siam quelli che ce la faranno.

Non ci abbandoneremo alle lusinghe della carne, dovesse trattarsi d’un patè di fegato grasso o di due occhi cerbiatti cosi cosi. Non ci lasceremo vincere da adescamenti borgognoni o da altri ed infami e simili capricci. Saremo lieti e morigerati, timorati e temperanti.

Tutto, va da sè, nella vita prossima che verrà e se verrà.”
Baci.

A proposito di vacche

Dai pochi anziani rimasti, depositari ultimi dell’arte di far formaggi, abbiamo raccolto e selezionato alcune meraviglie. Arrivano dalle terre delle langhe piemontesi, dai pascoli della Lombardia o dai fermiers di Normandia. Molti da latte di vacca, altri da latte di capra – gustosissimo, raro, meno carico di grassi – tutti a latte crudo. Alcuni di questi formaggi saranno deliziosi, alcuni più’ difficili, certi sembreranno”estremi” , ma sempre varrà la pena provarli. Per non perdere un patrimonio inestimabile, per non essersi fatti mancare l’occasione d’aver provato, per una volta, una grande Robiola di Roccaverano, un grande Castelmagno d’alpeggio, un “vero” Camembert de Normandie, una Delice de Bourgogne ,un Persille’ du Malzieu o altri doni, del cielo e della terra.

Da Otis Redding a Norah Jones

Mentre impariamo ad aggiornare il nuovo sito ascoltiamo Norah Jones

Sotto la doccia con gli occhiali

A me è successo. Si chiama sovrappensiero o incanto, distrazione, alienazione o demenza.
E’ accaduto inseguendo pensieri, sulla scorta di letturine su quel genio dell’italianità, del cinema e della cucina, che fu Ugo Tognazzi, intorno al rigenerarsi, nei profumi, dello spicchio d’aglio che “soffre” nella padella d’olio caldo o all’immolarsi d’una foglia di basilico sulla cima d’un piatto di spaghetti.
Quasi una religione. Continue reading