BISTROT MOOD // Il Corriere della Pera

Il Bistrot è il ristorante, la trattoria d’altri tempi, la caffetteria dei miracoli, la vineria, il luogo dell'anima dove ci si incontra, si scambiano parole. Il Bistrot è anche luogo dove si scambiano parole e il Corriere della Pera vuole raccogliere quelle che un po' meritano di essere ricordate!


Con quell’aria bohemienne il bistrot a due passi dall’Arno

8 luglio 2013 - Postato da: Marco
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Di Ciro de Cecco, tratto da “La Repubblica” Firenze –> Leggi l’articolo sul quotidiano.

Il bistrot non è dispersivo e non è angusto. Certo non è casuale. Probabilmente è originale. Non è ordinario né pretenzioso. Forse è un po´ ricercato, un po´ vanitoso. Non è per pochi né per tutti. O forse sì. Si presenta così “Il bistrot”, localino un po´ bohemienne che si affaccia su piazza Chiara Gambacorti (ex piazza La pera), uno degli angoli più fascinosi di Pisa, passato da poco attraverso un attento e curato restyling.

Siamo a due passi dai lungarni, in pieno centro. Il locale è piccolo, i tavoli vicini però le voci non si accavallano, la luce soffusa e la musica in sottofondo ti fa compagnia senza disturbare. E´ arredato con il gusto per il particolare. Le sedie sono diverse da un tavolo all´altro. Bella atmosfera.

Lo hanno aperto poco più di un anno fa tre fratelli (Bucci) che hanno tentato l´avventura nella ristorazione dopo aver gestito per anni una gelateria artigianale e un bar da aperitivi. Giovanni sta in sala, in cucina c´è Lorenzo, cuoco per passione, Francesco invece sta a San Diego, dove hanno i tre intraprendenti ragazzi aperto una gelateria-caffetteria.

“Il Bistrot” non è un ristorante, è tante cose insieme. Si può passare per un caffè, oppure per prendere l´aperitivo. Si possono organizzare pranzi di lavoro o buffet di laurea. C´è anche chi ha festeggiato qui il suo matrimonio. È aperto sia a pranzo che a cena, ma l´offerta è molto diversa. Grande attenzione ai prezzi: si pranza con dieci euro, si cena con ventidue-venticinque.

Menù veloce per il pranzo. Pasta al pesto o con i pomodorini, insalate e omelette. “Un menù per gente che lavora” spiega Giovanni.
Tutt´altra cosa la sera. Si cena senza fretta e le portate sono più curate. La lista cambia più o meno ogni quaranta giorni. Molto pesce, comprato fresco ogni mattina.

Si può iniziare con il polpo passato alla griglia su catalana di verdure oppure con una parmigiana scomposta di melanzane con sfogliata e bufala. Da assaggiare gli gnocchetti con capesante e asparagi e i ravioli neri su vellutata di novelle al tartufo. Tra i secondi il baccalà con porri e patate e i bocconi di cinta ai filetti di peperone flambè. Tutti fatti in casa anche i dolci, dal tortino di arance e cacao forte al gratin di macedonia.

Migliorabile la carta dei vini, che comunque offre prodotti di buon livello a prezzi ragionevoli. Consigliata la prenotazione.